Rotonda di via Cormor Basso e sulla ciclopedonale

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La questione del degrado e dell’incuria della ciclopedonale legata alla non realizzazione della rotonda di via Cormor Basso è un’emerita sciocchezza. Noi ci siamo apposti alla rotonda e abbiamo bocciato il progetto, non perché si era parlato della sistemazione della ciclopedonale che può essere fatta a prescindere della rotonda, ma la contrarietà è legata a tre punti: riteniamo la rotonda poco funzionale per i residenti della zona, comporterebbe un aumentato ingiustificato di traffico nel quartiere e la sua realizzazione sarebbe stata solamente un’ottima opportunità per il Panorama, visto che la finanzia, al solo scopo di gestire al meglio i flussi veicolari e dei tir in entrata e in uscita dal supermercato.L’assessore Giacomello mesi fa ha anche preso un impegno ben preciso sia in Consiglio comunale sia con il Comitato spontaneo dei residenti che, quella rotonda non sarebbe stata realizzata. A distanza un anno e dopo che l’amministrazione comunale ha promesso le tre rotonde su viale Venezia come soluzione alternativa, è anacronistico che il consigliere comunale Franco Della Rossa torni a parlare della tanto discussa, odiata e poco funzionale rotonda di via Cormor Basso. Vogliamo ricordare a Della Rossa che durante la votazione della delibera in consiglio comunale del 27 luglio 2016 che all’epoca autorizzava l’opera, il consigliere non ha avuto il coraggio scelse la soluzione ibrida dell’astensione, senza prendere una posizione chiara. A distanza di oltre un anno non si capisce quale sia il suo fervore politico nel sostenerla, tirando in ballo la mancata sistemazione della ciclopedonale. Se veramente si vuole sistemare la ciclopedonale, cosa giusta e che condividiamo, è opportuno ricercare altre soluzioni intervenendo in modo puntuale su quell’opera e non fantasticando vie alternative inverse e oltretutto superate. Non solo. Mentre Della Rossa è impegnato ha fotografare il degrado di un luogo e di una zona dove lui risiede e da anni viene eletto, dovrebbe autodenunciarsi e chiedersi come mai a tutt’oggi non è stato in grado risolvere e far sistemare la ciclopedonale, se consideriamo anche che è il vice presidente del consiglio comunale, fa parte della maggioranza che da anni governa Udine, è il decano tra gli amministratori e si muove agevolmente nelle stanze del potere di palazzo d’Aronco. Noi Consiglieri comunali d’opposizione, anziché produrre book fotografici, ci mossi diversamente incontrando e ascoltando i cittadini e abbiamo intrapreso anche un percorso istituzionale con la Regione per avere chiarimenti sulla verifica della legittimità su tutta l’operazione, e tuttora siamo in attesa di ricevere riscontri per definire il quadro completo sulla questione.

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