Marciapiedi di via Cividale sono l’emblema del degrado di Udine

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Non solo centro storico con annessi via Mercatovecchio e piazza 1° Maggio, ma anche i quartieri e le periferie della città. È quasi un decennio che lo stiamo ripetendo, ma il disinteresse da parte della giunta comunale per le periferie e in particolare per zona Est, è un dato ormai scontato. Da anni andiamo dicendo che bisogna dare più attenzione ai quartieri periferici, cuore vivo e pulsante di Udine, dove ci sono tantissime realtà imprenditoriali che contribuisco alla ricchezza economica del tessuto sociale.  I marciapiedi di via Cividale non a caso sono l’emblema del degrado e del pressapochismo amministrativo cui da anni versa Udine.  Hanno ragione i cittadini a lamentati. Un degrado sempre più evidente con l’insicurezza di un marciapiede in entrambi i lati divenuto impraticabile. Sicuramente l’amministrazione ci dirà che non ci sono stati i soldi, che in questi anni erano presi per il collo nel rispettare il patto di stabilità imposto da governo centrale, balle. Da altre parti si fatto qualcosa, sperimentando nuove tecnologie per la realizzazione e la sistemazione di marciapiedi, Via Cividale è stata sempre dimenticata, eppure è una delle vie più importanti e principali della città. Adesso diranno che sono in attesa dei finanziamenti del bando per le periferie, ultima scusante da sfoderare. Anche perché Udine nella prima trance è rimasta esclusa classificandosi al 48° posto. Infatti, la graduatoria del Bando Periferie ha premiato i primi 24 progetti finanziati con i 500 milioni di euro stanziati dalla Legge di Stabilità 2016. Forse con la nuova Legge di Stabilità rientrerà anche Udine, il condizionale in questi casi è d’obbligo e così finalmente i marciapiedi di via Cividale potranno essere sistemati. Ciò non toglie che in questi lunghi anni neanche un euro è stato speso per sistemarli.

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