Udine: Regolamento della Polizia locale, strumento valido ma non immediatamente efficace per prostituzione e degrado

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Dopo due anni che chiedevamo insistentemente alla Giunta comunale di modificare il regolamento della Polizia locale, finalmente è stato approvato. Il testo originale risale al 1925, la città ha dovuto attendere novantuno anni, un tempo lunghissimo che, nonostante tutto non risolve immediatamente la questione prostituzione e degrado di Borgo stazione. Il motivo è semplice. La prima bozza risale al settembre del 2014, e per due anni è stato nascosto chissà in quale cassetto di palazzo d’Aronco. Detto ciò quello che serve veramente a Borgo stazione è uno strumento efficace e immediatamente disponibile, tale da poterlo dare in mano alle forze dell’ordine per intervenire prontamente. Di fatto, il regolamento non lo è. Non solo, ma per produrre in modo corretto la sua efficacia, deve seguire l’iter normativo previsto dallo Statuto comunale e dal Regolamento del Consiglio comunale. Ciò significa che, l’approvazione da parte della Giunta è solo un primo passo, infatti, l’iter previsto in questo caso, è la discussione e approvazione prima in Commissione statuto e poi può approdare in aula affinché l’intero Consiglio comunale lo voti. Questo sta significare, tempi relativamente lunghi, con il rischio di perdere l’efficacia nell’intervento. Rimane il fatto che, Honsell non ha voluto affrontare la questione con l’ordinanza, suggerendo e tirando fuori dal cilindro un regolamento tutto da modificare, con possibili emendamenti e col il rischio concreto che prima di essere approvato definitivamente, altri fatti di cronaca si potranno ripresentare nel quartiere. Altro punto cui non siamo d’accordo è il pagamento al Comune, da parte dei proprietari dell’immobile, la multa e il ripristino delle facciate, se questi non eliminano a proprie spese gli scarabocchi che imbrattano i muri ad opera di scellerati individui che si aggirano in città. Su questo punto daremo battaglia. I proprietari delle case che hanno subito un torto vanno tutelati dall’amministrazione comunale e non puniti. Non possono accollarsi spese per atti mai compiuti, diversamente significherebbe una presa per i fondelli, oltretutto dopo aver subito un danno, ci mancherebbe anche la beffa.

1 Comment on "Udine: Regolamento della Polizia locale, strumento valido ma non immediatamente efficace per prostituzione e degrado"

  1. Riccardo Visintin | 13 dicembre 2016 at 18:43 | Rispondi

    preg.mo sig. Tanzi,
    come elettore di FI mi permetto di scrivere una osservazione dal vivo della situazione in cui si trova via B. Croce in Udine.
    Frequentatori di un call center con annesso negozio di vendita alimentare di prodotti per extracomunitari, sempre in numero crescente e dediti ad attivita’ sospette alla luce del sole. intralcio della via per chi si trova a passare, degrado delle strutture usate come bivacco per nulla facenti. al calar del sole l’effetto alcoolico di una giornata dedita alle riunioni ed alle telefonate extra nazionali, gli animi si riscaldano e con le prime luci della sera gli alterchi, le risse e l’esibizione di forza nei confronti degli automezzi parcheggiati sono nell’ordinaria esecuzione. La polizia risponde affabilmente e chiede “quanti sono i soggetti” interessati dalla chiamata. se gli interessati sono in numero elevato l’arrivo della volante si allunga nel tempo. Spesso e fortunatamente per ora gli assembramenti rissosi si sciolgono o si spostano nel vicino viale Leopardi.
    Dico fortunatamente col senso che questa situazione potra’ solo degradare trasformando le divergenze soggettive in divergenze etniche (nessuno e’ a conoscenza del loro paese di provenienza), e quando si accorgeranno che qualsiasi azione multipla restera’ impìunita, noi cittadini di questa citta’ diventeremo competitor etnici, e noi non saremo pronti a reagire.
    Mi sono permesso di scrivere al suo blog rispondendo alle medesime sue idee di sconforto e sfiducia nella conduzione dell’ordine pubblico da parte di questa amministrazione.
    Cordialita’

    RV

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