Udine, No al turismo dei rifiuti

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Serve il pugno di ferro, altrimenti i rischi sono che la città si trasformi in una discarica a cielo aperto

Il turismo dei rifiuti portati in città è una questione aperta da diversi anni che certifica lo stato di decadenza cui vive Udine. L’amministrazione comunale su questo ha fatto poco, ha solo speso denaro per pulire, soldi che alla fine sono sempre gli udinesi a pagare nelle bollette, e mai ha preso di petto la questione intervenendo con soluzioni durature e definitive. Finalmente anche qualcuno della maggioranza, come il consigliere comunale Della Rossa, ha scoperto l’acqua calda e ha capito che il problema non è più da sottovalutare, peccato che ripete le nostre stesse proposte fatte da tempo e mai ascoltate. L’assessore Enrico Pizza deve smetterla con i proclami, perché fino adesso abbiamo assistito solo a questi. Perché se il fenomeno dopo anni è ancora presente, ciò significa che l’amministrazione comunale non è stata in grado di mettere a punto politiche capaci di farsi valere. Serve un giro di vite più duro e puntuale, anche perché gli appostamenti e i controlli dei vigili urbani sono saltuari e non sempre viene pizzicato chi butta a Udine immondizia proveniente da altri comuni. Non solo, ci sono i soldi spesi per sbarre e blocchi di cemento, vorremmo capire a cosa sono serviti? Forse a un bel nulla, visto che il conferimento abusivo dei rifiuti nei cassonetti della città è divenuto una ormai una consuetudine. Era meglio che quei soldi fossero stati spesi per il potenziamento della video sorveglianza. Da sempre siamo convinti che il controllo puntuale di determinate zone, 24 ore su 24, specialmente quelle in periferia a ridosso dei confini del territorio comunale, con l’aiuto degli occhi elettronici che sono in grado di pizzicare a qualsiasi ora i furbetti, si possa mettere fine a questo indecente comportamento.  Tutto però sta nella volontà di voler combattere e risolvere seriamente i problemi. Come in ogni cosa, dalla questione sicurezza passando ai rifiuti abbandonati, serve il pugno di ferro, cosa che l’amministrazione comunale non ha mai fatto con determinazione.  Anche perché se le multe non sono state un deterrente efficace, bisogna cambiare strategia, altrimenti i pendolari dei rifiuti, chi alimenta le discariche abusive e chi getta gli ingombranti ai lati dei cassonetti, continueranno a farla franca consegnano un’immagine di Udine come un posto privo di controlli dove tutto è permesso.

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